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Sindacato Italiano Appartenenti Polizia
Segreteria Provinciale
PIACENZA
Come in altre occasioni l’essenza della nostra attività sindacale, quella del Siap, è quella di portare alla luce pezzi di storia che hanno corso, invece, il rischio di
rimanere realmente sconosciuti, disseppellire frammenti di verità che lasciano intendere e ricostruire, oggi più di ieri, la storia più o meno recente della Polizia di Stato in
provincia.
Con la speranza di incidere positivamente per il futuro, il nostro e quello della nostra Amministrazione.
Era accaduto, per onor del vero assieme ad altre OO.SS. di questa provincia, in occasione della scongiurata chiusura della Scuola di Polizia dove qualche improvvido stakeholder stava per mandare letteralmente in fumo i recentissimi 5 milioni di euro di ristrutturazioni a forte specializzazione formativa (senza contare le ulteriori spese per l’adeguamento ai nuovi eventuali impieghi) investiti nell’istituto d’eccellenza piacentino.
Adesso sta venendo alla luce un altro capitolo: quello del mancato proseguimento del piano di ristrutturazioni, poliannuale, alla Sezione Polizia Stradale di Piacenza in attuazione di un gentleman agreement tra Dipartimento della P.S. e Dipartimento Infrastrutture e Trasporti di qualche anno fa.
Già avevamo intuito che non poteva essere che così; d’altronde la volontà di dismettere la già funzionale Scuola di Polizia oltre ad una disattenzione per il momento formativo ed addestrativo per tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato in provincia non poteva che avere quale altro corollario il più o meno tacito abbandono, nonostante gli accordi già presi, delle concretissime, poiché già avviate, opere di ristrutturazione della Caserma della Polizia Stradale.
Ora a quell’abbandono - che definire improvvido alla luce della attuale stasi è poco – va aggiunto che il medesimo stakeholder avrebbe definito, per l’ennesima volta in camera caritatis, inaudita altera parte e cioè senza il coinvolgimento gli altri Dirigenti degli Uffici in provincia che l’avere affidate funzioni tecnico-logistiche per l’intera Polizia in provincia invece gli imporrebbero in modo trasparente, prioritari solo i lavori della Questura.
Se invece ci fosse stato il doveroso e trasparente coinvolgimento dei Dirigenti degli altri Uffici, il giudizio di esclusiva priorità sarebbe potuto cambiare ed attenuarsi tenendo conto anche di altre esigenze anche in un lasso di tempo non breve.
Sappiamo quale origine causale - a nostro giudizio colpevolmente omissiva ma protratta nel tempo e non riconducibile all’ultima gestione, in ordine alla teoria degli atti di quella natura che l’hanno cagionata - ha tale qualificazione per i lavori della Questura ma che ciò sia avvenuto o tuttora (per i prossimi esercizi finanziari) avvenga senza documenti istruttori e di programmazione trasparenti e pubblici per gli altri datori di lavoro presenti in provincia lo troviamo non solo un atto di profonda scorrettezza nei loro confronti ma anche delle Organizzazioni Sindacali che esercitano le funzioni di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.
Quello che intendiamo scongiurare, noi del Siap di Piacenza, è che in assenza addirittura di ricerca di alternative praticabili al piano di ristrutturazione della Sezione Polizia Stradale si continui, in qualche modo poco palese, a non mandare “acqua a rubinetti” dei lavori per quell’Ufficio per poi tra qualche tempo dire che “lo si era detto che l’unica soluzione era la Scuola di Polizia”.
Sarebbe l’ennesima beffa ordita da una dirigenza di Polizia periferica che abbiamo imparato ad apprezzare, sarebbe meglio dire deprezzare, per l’incapacità di valorizzazione delle risorse umane e per l’assoluta inadeguatezza di gestione delle risorse mobili ed immobili, compresa la necessaria programmazione della spesa e degli interventi relativi alla loro manutenzione ed adeguamento a norma.
Se ci fosse stato un serio e puntuale lavoro di staff all’interno della Questura, se il confronto, la partecipazione e le prerogative dei Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza fossero rispettivamente agite e rispettate con altrettanta serietà e serenità, senza avvertire sempre la necessità di proteggersi, oggi quelle poche migliaia di euro – si contano sulle dita di una mano – necessarie per la ristrutturazione degli alloggi di servizio sarebbero già state spese quali priorità per la salubrità e il benessere (e quindi la maggiore efficienza) degli operatori di polizia che ne hanno necessità.
Oggi questi poliziotti sono, invece, costretti a permanere in una sorta di ospitalità alla Scuola di Polizia che evidentemente ha ritmi addestrativi anche collettivi diversi, mattutini, evidentemente meno compatibili con le esigenze di riposo di chi invece ha appena terminato il servizio notturno
Ci aspettiamo una decisa inversione di tendenza per il futuro a meno che non si voglia far fallire l’esperimento dell’Ufficio Tecnico Logistico Provinciale e restituire (Dio solo sa quanto ne saremmo contenti) i compiti di programmazione alla Prefettura.
Anche in tema di valorizzazione, anzi di veri e propri tentativi di “depressione”, delle risorse umane potremo scrivere con dovizia di particolari e per intere pagine ma, per carità di patria, ci limitiamo a questo accenno.
Infatti ci aspettiamo anche,di più: che in questa provincia finalmente si affaccino nelle postazioni di vertice veri e propri “manager della sicurezza” con riconosciute capacità di ascolto, di dialogo, di conoscenza e dunque di visione e di progettazione (anche del miglioramento).
Dovrà pur finire questa insopportabile “cappa” della stagione dei facili ritorni, delle prenotazioni di posti in questa provincia. Non sappiamo più cosa fare per segnalare che è questo il problema maggiore per Piacenza: un continuo passaggio di testimone, una staffetta tra i soliti - che sono già stati a Piacenza – e che si affidano solo a poche persone per coltivare l’illusione di gestire efficacemente l’Ufficio provinciale di P.S. e inevitabilmente fanno “squadra” nel perseverare negli errori.
Abbiamo bisogno di persone nuove, realmente capaci, sinceramente democratiche e abbarbicate alla nostra Costituzione compreso quel principio di imparzialità e buon andamento (troppe volte dimenticato a queste latitudini) della Pubblica Amministazione.
Sandro Chiaravalloti
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