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Sindacato Italiano Appartenenti Polizia
Segreteria Provinciale
PIACENZA
Lo stato di clandestinità di uno straniero diviene reato, il rilascio del permesso di
soggiorno più complesso, si legalizzano le ronde e si utilizzano i militari nello stesso momento in cui si dice, in molte città d’Italia, che i reati sono calati….
Va doverosamente evidenziato che il Siap di Piacenza, quando veniva pubblicizzato l’impiego dei Poliziotti di Quartiere, esprimeva le proprie perplessità in quanto sostenevamo che se l’idea era buona, di conseguenza, però, non vedevamo un serio investimento nel progetto e che tutto ci appariva solo uno spot pubblicitario, poiché il progetto stesso non era supportato da seri investimenti. Oggi, a 5 anni dalla nascita del Poliziotto di Quartiere – erano previsti 6 mila poliziotti di quartiere a fronte degli attuali 3000 circa - possiamo dire che avevamo ragione. Va anche evidenziato che quelle risorse umane venivano sottratte al controllo del territorio nei servizi delle volati e di altri settori investigativi, senza che ci fossero, di conseguenza, adeguate assunzioni. Infatti, oggi, sempre più spesso, il poliziotto di quartiere, contrariamente a quanto disposto dal Dipartimento, viene impiegato in altri settori.
Oggi , come allora, notiamo che invece di investire per una seria e democratica sicurezza, vengono messe in atto strategie ancora spettacolari e da spot televisivo , che non ci sembrano affatto idonee per combattere il vero crimine, ma tese ad incidere – esageratamente .- solo sulla percezione di sicurezza e non sulla sicurezza reale, utilizzando anche statistiche che di seguito “smonteremo”
Del resto, si sa, che ogni statistica è composta in base a quello che si mette nel paniere e che la pubblicità è l’anima del commercio…… peccato, però, che si esagera.
In Italia si stima, con molta prudenza, che vi siano circa un milione di extracomunitari presenti sul nostro territorio, non in regola con le leggi sull’immigrazione. Negli ultimi anni le forze di polizia hanno effettuato rintracci di immigrati clandestini per una cifra sempre superiore alle 100.000 unità; quest’ultimo dato fornisce non solo una cifra per avere idea del fenomeno immigratorio in sé ma della potenzialità, in termini di mezzi, uomini e organizzazione, nel contrasto all’elusione delle leggi preposte. A Piacenza, dalla cronaca e dalle stime fatte nei giorni scorsi, sembrano essere presenti più di 1000 badanti non in regola, escluse dal precedente meccanismo di regolarizzazione.
Un quadro numerico che definisce le dimensioni di quello che sarà il lavoro che si scaricherà sugli Uffici che a vario titolo saranno coinvolti dagli effetti delle nuove norme, aggiungendosi a ciò che già contribuisce ad ingolfarne l’operatività, senza menzionare l’aumento inevitabili di processi, ricorsi, ecc. in una macchina, quella giudiziaria anche questa già sottoposta a notevoli pressioni in un quadro complessivo di scarsità di risorse. In buona sostanza questo ennesimo “pacchetto sicurezza” aumenta i carichi di lavoro sia all’interno della Polizia di Stato che nel campo di una giustizia, ambo i due sofferenti e già al collasso, con il rischio che reati ben più gravi vadano in prescrizione , mentre non assistiamo ad un’inversione di tendenza in materia di seri investimenti in termini di risorse umane, di mezzi e di serie riforme, come unificare le forze di Polizia o mettere in atto cose anche più semplici come un’unica sala operativa ( 112-113) per evitare inutili sprechi e inutili duplicazioni di incarichi ed ottenere un maggiore coordinamento tra forze dell’ordine – per quanto si pubblicizzi che esiste un efficace coordinamento, noi diciamo che così non è, e sappiamo perché - , sottolineando poi, la necessità democratica di rilanciare quel processo riformatore della Legge 121/81, per una Polizia sempre più democratica ad ordinamento civile , dove all’interno continuano a consumarsi vere e proprie azioni antidemocratiche da nostalgici “caporali di giornata” , con danno al servizio del cittadino e di conseguenza alla sicurezza..
Ritornando all’immigrazione, il permesso di soggiorno - visti i costi e considerato che ogni eventuale ritardo contribuirebbe a “provocare reato” - dovrà essere consegnato nel più breve tempo possibile, al contrario di come avviene oggi in cui i tempi, causa mancanza di personale e soprattutto, in alcuni casi, pessime organizzazioni, sono nettamente lunghi. In questo momento storico ci verrebbe a noi da chiedere che i poliziotti non vengano più impiegati negli uffici burocratici come quello Passaporti e Immigrazione, in modo tale che non debbano sopportare per intero le incongruenze di un sistema sempre più contraddittorio e farraginoso, in modo che possano dare il loro contributo solo per i compiti di Polizia più in senso stretto – a cui sono preparati - e possano dare una mano – lo farebbero volentieri – al servizio di controllo del territorio già sofferente, alla DIGOS, alla squadra Mobile, all’Anticrimine. Ma siamo coscienti, che distogliere i Poliziotti dagli Uffici amministrativi non è possibile, come lo sanno perfettamente gli stessi politici che a volte lo richiedono in modo populistico anche offendendo, in quanto si sa che non ci sono nuove assunzioni di impiegati civili che possono sostituire le incombenze dei Poliziotti sia numericamente che per le funzioni. Allora, noi del SIAP Diciamo che se questo non si può o non si vuole fare, come demandare tali incombenze ai comuni o alle provincie, si abbia il coraggio di stare zitti e si faccia in modo che tutto – ma tutto – il personale di Polizia, lavori con una efficiente organizzazione in ogni settore e soprattutto con serenità, perché, per quanto si può dire e pubblicizzare, in un ambiente di lavoro dove prosegue una “disorganizzazione organizzata”, sereno non è!!
Ma soprattutto, non è ben motivato e quelli che lo sono, li stanno facendo demotivare, grazie anche a certe disposizioni che fa divenire il Poliziotto un semplice esecutore di ordini e non più uno “sbirro” dal fiuto da “segugio” che assume iniziative , ma diposizioni che tendono per lo più, a nostro parere, a controllare le statistiche e a piegare le ali a veri professionisti della sicurezza capaci e altamente professionali. La serenità viene valutata anche dalla qualità della vita lavorativa e dall’organizzazione che continua inesorabilmente a peggiore da giorno in giorno con provvedimenti “tampone” che se da una parte tentano di risolvere in modo temporaneo e non permanente alcune problematiche, dall’altra si continua a creare “buchi” – come un cane che si morde la coda - in quanto chi lavora in un settore deve tappare i buchi di un altro mentre nel contempo nessuno lo sostituisce nel proprio e così le pratiche aumentano dappertutto e si crea emergenza che di conseguenza viene utilizzata per ledere i diritti dei lavoratori. Abbiamo l’impressione, oramai, che la disorganizzazione viene creata di proposito , per giustificare l’incapacità di gestione e la lesione dei diritti dei lavoratori. Del resto, più volte, nei vari incontri avvenuti con l’amministrazione, ci è stato suggerito dai vertici di impegnarci sempre più per avere più risorse e mezzi, in quanto carenti ( quindi, di conseguenza, è la stessa amministrazione che conferma la mancanza di mezzi e di uomini, a dispetto dei politici che dicono il contrario) , mentre noi, pur affermando che infatti c’è una carenza di risorse e mezzi, dovuta a tagli considerevoli nel settore, sottolineiamo anche che la sicurezza oramai è sempre più divenuta visibilità e non concretezza, per motivi che ci appaiono solo carrieristi. .Lo diciamo da anni e l’impiego dei militari, a questo punto, ci da ragione ( soluzione che non migliorerà affatto la situazione, se non si vorrà una sicurezza concreta e reale) . .Proprio per questo, pertanto, abbiamo deciso , di creare nell’interno del Siap, un movimento dedicato alla sicurezza. In sostanza, in qualità di sindacalisti-poliziotti , ma soprattutto come cittadini – lo siamo anche noi – che vogliono più sicurezza per i propri figli , per le nostre mogli e mariti, per i nostri beni ecc…. pretenderemo una sicurezza reale e vera, in quanto sappiamo che il personale di polizia è altamente valido ma che riteniamo sia mal gestito e demotivato. Sapremo cosa chiedere, sapremo cosa c’è dietro ad ogni articolo di giornale nel quale molte volte notiamo che le cose riferite alla stampa non corrispondono affatto a quello che noi sappiamo e che molte volte non viene dato il giusto risalto a chi veramente ha agito e ottenuto il risultato. Sappiamo perfettamente come certi servizi spettacolari non hanno prodotto nulla e non produrranno mai nulla – compreso l’utilizzo del personale militare -.- se non quello di “ingannare” il cittadino che , vedendo un servizio spettacolare e divise in giro – che li vede anche il delinquente “regolarmente nel territorio” che sta scavalcando un cancello e aspetta che passino per poi scavalcare - può pensare che le cose vanno per il verso giusto, mentre, noi lo sappiamo, non è così. Sappiamo che l’inseguimento alle statistiche è controproducente in quanto certi reati – come le rapine - vengono obbligatoriamente denunciate, quindi, lo vuoi o non lo vuoi, vanno ad incidere negativamente sulla statistica. Infatti, guarda caso, le rapine, nelle ultime statistiche, sono in aumento. Mentre i reati che vengono denunciati, incidono sulle statistiche solo se, appunto, denunciati. Altri reati, invece, come ad esempio il traffico di droga o la criminalità organizzata, se non scoperti – quindi non emerge - non entrano nelle statistiche. Pertanto, è dimostrato, che rincorrere e cercare di controllare le statistiche diventa pericoloso e controproducente se , scoprendo reati di un certo rilievo, l’anno successivo, quella città dove sono stati scoperti quei crimini, di conseguenza diventa meno sicura, mentre così non dovrebbe essere. Pertanto, la cosa che noi faremo, è quella di dire che più reati emergono e più sicura è la città. Più droga viene scoperta e più sicura è la città. Più criminalità organizzata, di vario tipo viene scoperta, e più sicura è la città. Più lavoro nero viene scoperto , e più sicura è la città. Più violazioni sulla sicurezza del lavoro emergono e più sicura e la città e più vite vengono salvate. ( sicurezza nei luoghi di lavoro che deve essere osservata per prima negli Uffici pubblici) Per fare un esempio, in Spagna, è stato incentivato il personale di Polizia, mettendo in conto che se i reati diminuivano lo stipendio sarebbe stato più alto e se i reati aumentavano, di conseguenza, lo stipendio sarebbe stato più basso. I poliziotti di quel Paese, che stupidi non sono, come si dovevano comportare se , scoprendo dei crimini, le statistiche aumentavano??? Con un sistema carrieristico e proiettato alle statistiche, come si deve comportare un dirigente di Polizia che pensa solo alla sua carriera e a se stesso se è consapevole che se i reati si scoprono di conseguenza aumentano negativamente le statistiche?? Allora, quando si leggono delle statistiche e si dice che i reati sono in diminuzione, grazie alle strategie messe in campo di chi ha la responsabilità in prima persona e che non dovrebbe nascondersi alle spalle di altri, siamo sicuri che si sta percorrendo la giusta via? Del resto, oggi in Italia, pare apprendere che la cosa più importante non sono le indagini, il vero controllo del territorio: ma le persone controllate numericamente e non qualitativamente buone per aumentare le statistiche sui controlli – noi diciamo meglio 10 controlli fatti bene che 100 utili a riempire le caselle - e i clandestini espulsi sottovalutando, di conseguenza, i regolari che possono girare tranquillamente nel territorio - anche di notte - e anche organizzarsi, ad esempio, per lo spaccio alla droga e a formare gang oppure, come è emerso, queste gang vengono usate dalla malavita Italiana, che è presente, oramai, anche nel nord. . . Sia ben chiaro, la lotta alla clandestinità deve essere fatta, ma non c’è solo quello da fare, questo vogliamo far comprendere. Per prima cosa, oltre a seri investimenti in termini di risorse umane e mezzi, c’è bisogno di organizzazione, di lavoro di gruppo, di motivazione, di serio coordinamento e soprattutto di serenità lavorativa e motivazione , con una conduzione del personale che ponga fine a gestioni condite da disparità di trattamento e favoritismi all’interno di importanti istituzioni, e con un sistema di carriera trasparente, serio e VERAMENTE meritocratico, seguito da un continuo ricambio generazionale “ ai piani alti” negli uffici della P.S..
La vera prevenzione, è quella di catturare i criminali, di assicurarli alla giustizia, di far si che scontino veramente una pena giusta da una parte – con processi rapidi - , e dall’altra che il sistema carcerario, una volta scontata la pena, ridia alla società persone migliori, in quanto con l’attuale sistema e con le attuali condizioni di vita carceraria, pensiamo che questo non avvenga.
La certezza della pena, per quanto invocata giustamente, se una volta scontata – 2 anni o 10 anni – non è correttiva, diventa di conseguenza anche la certezza stessa: incerta.
LA SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP
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