LETTERE - COMUNICATI

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AI COLLEGHI  DI                                                                          PIACENZA

 

E,p.c.

AL SIG. PRERETTO DI                                                                 PIACENZA

 

AL SIG. QUESTORE DI                                                                 PIACENZA

 

AL SIG. DIRIGENTE

COMPARTIMENTO POLSTRADA                                                         BOLOGNA

 

AL SIG. DIRIGENTE

COMPARTIMENTO POLIZIA FERROVIARIA DI                        BOLOGNA

 

AL SIG. DIRIGENTE

COMPARTIMENTO POLIZIA POSTALE DI                                 BOLOGNA

 

AL SIG. DIRETTORE S.A.A.                                                                  PIACENZA

 

AL SIG. DIRIGENTE SEZIONE POLSTRADA DI                         PIACENZA

 

AL SIG. RESPONSABILE POSTO POLFER DI                                      PIACENZA

 

AL SIG. RESPONSABILE POSTO POLIZIA POSTALE DI           PIACENZA

 

 

Quando, come in occasione delle festività natalizie e di fine di anno, capita di stendere una riga orizzontale e fare un bilancio, fare una somma delle poste attive e di quelle passive non è sempre facile.

Se è vero che per il decimo anno consecutivo il SIAP di Piacenza riesce ancor a crescere di una rappresentatività sia numerica che di elevate risorse umane , facendolo mantenere ancora come sindacato più rappresentativo a Piacenza, è anche vero che va doverosamente fatta una analisi  ben più profonda.

E’ indubbio che la nostra società, i gruppi di cui facciamo parte, le nostre relazioni e noi stessi viviamo, il più delle volte in modo rassicurante ma per certi versi asfittico, immersi in delle ciclicità e delle periodicità: quella giornaliera, quella settimanale, quella mensile, quella  annuale.

La fine dell’anno, di ogni anno solare, da quando i latini hanno preso a festeggiare il dio sole e le giornate che ricominciano lentamente ad allungarsi e, successivamente, la cultura o la fede cristiana ricordano la nascita di Gesù, non si sottrae a questo esercizio emotivo, relazionale e collettivo.

Il tempo ci appare così scandito da gesti e ritualità consuete, familiari, unificanti per solo fatto che si ripresentano dopo un certo tempo, che ci fanno riposare, rifiatare dalle solite e persistenti fatiche, oppure che ci consentono, per chi ha più fortuna ed è più vocato, di riflettere e di reincontrare gli affetti e le persone a cui si vuole del bene.

Il rischio però è di rimanere in superficie, di ripetere stancamente le solite cose, esclusivamente di distrarsi per poi ricominciare a tessere una tela consunta, logora e non più rammendabile.

Capita poi, come nel sindacato, come nel Siap di Piacenza, la valutazione e i bilanci, devono essere per continuare ad essere autentici e veri, fatti di impegni, di cose fatte, di risultati conseguiti, di traguardi raggiunti.

Nel corso dell’ultimissima Assemblea provinciale il Siap ha potuto, infatti, toccare con mano il prodotto di una parabola di un decennio di lavoro.

Dieci anni fa, quando il Siap si rinnovava in questa città, il sindacato di polizia era considerato in questa provincia, bene che andasse, al più un orpello compiacente e il contraddittorio con l’Amministrazione, seppur normativamente previsto, una vuota e sterile riproposizione di schemi e posizioni o peggio, quando, il sindacato avesse voluto avere a cuore i principi e i diritti dei lavoratori, una cosa da ostacolare, da avversare con sistemi più o meno nobili.

Dopo dieci anni il SIAP, grazie a  tutte le persone che , organizzandosi, hanno deciso  di prestare il loro obolo mensile, il loro tempo e le loro energie mentali e fisiche , è riuscito a conquistare maggiore democrazia, migliori riforme e metodi di lavoro per se stessi e, in definitiva, per la sicurezza dei cittadini. Grazie a questo lavoro incessante, possiamo tranquillamente dire, senza temere smentite, che  il sindacato oggi  a Piacenza ha più credibilità, più ascolto e ha indubbiamente conquistato un ambiente lavorativo più sano, più umano e dove l’ascolto, il dialogo e la parola non sono visti con sospetto ed avversione ma sono, invece, considerati strumenti per capirsi e migliorarsi.

Oggi il Siap è felice di constatare che questo avvenuto col suo determinante contributo, anche fatto di denunce e di lotte e di sacrifici personali, con l’apporto di ogni iscritto, di ogni umanità che lo ha attraversato e che lo continua ad attraversare. 

In questa fase delicata per il paese, per il modello di sviluppo economico europeo se non addirittura occidentale tout court, il miglior bilancio che si può trarre, in una forma universale di federalismo e sussidiarietà, potrebbe essere proprio questo: ad ogni livello, compreso quello locale sarebbe necessario invertire i fattori e pensare prima alla crescita (o ad una rinascita) individuale e sociale, giuridica, in definitiva etica, di una comunità e di un popolo poiché quella economica stabile e solida, magari col tempo, arriverà come una naturale conseguenza. Così davvero se una cifra, non effimera, questi dieci anni di Siap a Piacenza la hanno e proprio quella della lotta per i diritti fondamentali e per il diritto, al riconoscimento umano in primis, nel proprio posto di lavoro prima ancora che il mero riconoscimento economico.  

Buon Natale, dunque, magari un po’ più casto ma davvero più autentico.

 

 

  PER LA SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP

 

Il Segretario Provinciale SIAP

Michele Rana

 

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

 

Di Siap Piacenza - Sindacato Polizia - - Pubblicato in : LETTERE - COMUNICATI
Thursday 22 december 2011 4 22 /12 /Dic /2011 18:45

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strillone1.jpg GLI INFIDI…………

 

AI COLLEGHI DI PIACENZA

 

E,p.c.

 

AL SIG. QUESTORE DI PIACENZA

AL SIG. DIRETTORE S.A.A. DI PIACENZA

AL SIG. DIRIGENTE SEZIONE POLSTRADA DI PIACENZA

AL SIG. RESPONSABILE POSTO POLFER DI  PIACENZA

AL SIG. RESPONSABILE POSTO POLIZIA POSTALE DI PIACENZA

 

Nelle organizzazioni lavorative c’è sempre una maggioranza, prevalente ci verrebbe da dire, di persone protese a selezionare, trovare i metodi più corretti e poi tentare di raggiungere degli obiettivi  capaci di privilegiare una lettura condivisa del proprio mestiere, una domanda ed un’offerta di senso che, nella nostra delicata professione, è il più delle volte riassunta nella legge e trova un fondamento, ontologico, in un patrimonio che dovrebbe essere comune come quello del senso della legalità, in primis costituzionale.

Ogni appartenente a questa maggioranza, come sa e come può, con più o meno sacrificio individuale e familiare, con le proprie peculiarità positive e con i propri limiti, partecipa al rinnovamento quotidiano dell’esercizio della nostra funzione.

 

C’è poi una minoranza di persone, mi verrebbe da dire contati sulle dita di una mano, che anche alle nostre latitudini, quelle di Viale Malta comprese, che concepiscono la loro soddisfazione non nel sentirsi parte di questo processo, nel sentirsi parte della prevenzione e repressione del crimine e delle reali turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica.

 

Costoro - pressoché abitanti al piano 1° di Viale Malta e non iscritti a quest’organizzazione sindacale, per fortuna  -  da qualche anno a questa parte, si sentono animati da un sacro furore che alimenta, ciclicamente, le loro crociate moralizzatrici tutte protese verso l’interno dell’organizzazione.

 

Evidentemente capaci di concepire il loro successo, il loro riconoscimento e la loro preminenza ed autorità professionale solo sminuendo gli altri, mettendoli in cattiva luce e, non contenti, più di qualche volta anche tentando di annichilirli, promuovono ovvero animano bellamente a vere e proprie “sante inquisizioni” nei confronti di colleghi che osano capitare, magari con atteggiamento critico e non prono, sulla loro strada oppure colleghi che avvertono, per qualche ragione, sono caduti in disgrazia agli occhi del capo.

In tutte le organizzazioni serie le tesi e le iniziative di costoro riceverebbero un “bel calcio in culo” con l’invito a pensare a cose più serie, alla criminalità che lì fuori aspetta un nostro passo falso; invece, no.

 

Passano i capi, si succedono le gestioni e costoro finiscono per avere un credito che non meritano; un ascolto e un riascolto immeritato visto che alla lunga il loro atteggiamento o meglio la credibilità che gli si concede finisce per creare - oltre tanto interminabili quanto improduttivi contenziosi - esclusione, disaffezione, lontananza da quello che, senza temere di essere equivocato, può essere definito un sano spirito di corpo o, più modernamente, di squadra.

 

Un paio di cose auguriamo a questa minoranza: quella di non essere messa in condizione di continuare ad influenzare in negativo i destini umani e professionali dei colleghi e quindi della maggioranza dei poliziotti (funzionari compresi) e quella di non dover patire, magari in futuro, le sofferenze a cui hanno costretto gli altri ad opera di “un più puro che li epura”.

 

In tale ultima evenienza il Siap si candiderebbe anche alla loro difesa.

 

P.S. se qualcuno si vede coinvolto in questo documento……mi chiami!!!!

 

 

 

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

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Di Siap Piacenza - Sindacato Polizia - - Pubblicato in : LETTERE - COMUNICATI
Tuesday 28 june 2011 2 28 /06 /Giu /2011 21:06

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LOGO SIAP 2 POLIZIOTTI

 

         Il Siap dell’ Emilia Romagna cresce: cresce nei numeri ma soprattutto cresce nella sua capacità di attrarre qualità.

Non è un caso, infatti, che nuovi arrivi –  soprattutto giovani -  si determino nel Siap poiché i colleghi e le colleghe sentono che quella che prenderanno non è solo una “tessera”, una delega sterile a rappresentarli,  ma un’autentica e concreta opportunità per realizzare i loro desideri, per portare il loro contributo di idee, di analisi, di iniziative per una Polizia maggiormente democratica, partecipata e rispettosa dei diritti dei lavoratori.

 In Emilia Romagna è dunque tangibile una “ventata nuova e fresca”  che è capace, grazie al dialogo e alla democrazia interna, anche di  scardinare i vecchi schemi di fare sindacato, presenti ancora in alcune realtà che non ci appartengono, e creare una contaminazione tra società civile e il nostro interno, la Polizia di Stato.

Oggi, diversamente dal passato, è importante continuare ad impegnarsi sui temi della legalità costituzionale - in primis –  e sul versante della lotta ad ogni forma di mafiosità, di nepotismo, di clientela e farlo non isolati ma cercando il confronto e l’apertura con quello di chiaro e trasparente avviene all’esterno della nostra Amministrazione.

La riflessione democratica su quanto il potere governativo, al di là della eventuale contingente connotazione, “fa” oppure “non fa” ovvero “fa male” – grazie anche alle lucide interpretazioni ed informazioni provenienti dalla Segreteria Nazionale – per il comparto della sicurezza e in definitiva per i poliziotti e le poliziotte  ha costituito, in un contesto sociale economico e politico tutt’altro che facile, un altro fondamentale momento di crescita culturale ed umana di ciascuno dei membri del Siap dell’Emilia Romagna.

La consistente partecipazione alle manifestazioni nazionali di volta in volta promosse ed indette ne è una cristallina dimostrazione.

Come è stato - e dovrà continuare ad esserlo - determinante per attrarre ogni nuovo consenso il tentativo di porre al centro di ogni processo lavorativo e quindi dell’ organizzazione umana che si pone degli obiettivi e li persegue con l’attività faticosa dei suoi membri,  ciascun individuo, ciascun essere umano e il suo diritto fondamentale a lavorare in un luogo sicuro, confortevole e dignitoso.

Ed in quest’accezione l’opera di tutela e di denuncia innanzi al datore di lavoro che usa lo strumento della correzione disciplinare quale strumento ordinario e normale solo per riaffermare il suo indiscriminato ed assoluto predominio nei confronti dei dipendenti è stata un’opera preziosa che ci ha fatto avvicinare, realmente, ai più deboli, ai più indifesi e sovente a più vessati all’interno dei nostri ambienti di lavoro.

Perseverare in queste linee guida: continuare a mettere in campo strategie formative, seminariali  per gli organismi dirigenti del sindacato e di riflessione pubblica con gli altri attori sociali, mettere in rete e con questo a disposizione di tutto il territorio regionale le eccellenze umane di cui si viene in contatto sono gli obiettivi che il Siap dell’Emilia Romagna si pone anche per il 2011, l’anno del congresso nazionale, proprio per il consolidamento dell’organizzazione sul nostro territorio.

Un’organizzazione, quella del Siap Emilia Romagna, giovane, dinamica, fatta per le novità, per i costanti nuovi arrivi, per le nuove imprese e le nuove iniziative anche di lotta: terreno ideale in cui potranno germinare le idee e le sensibilità per una nuova stagione riformatrice.

 

Il Segretario Generale Regionale SIAP

Sandro Chiaravalloti

Di Siap Piacenza - Sindacato Polizia - - Pubblicato in : LETTERE - COMUNICATI
Tuesday 25 january 2011 2 25 /01 /Gen /2011 15:35

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tiani pd

in occasione dell’assemblea del PD  per discutere degli effetti nefasti della recente manovra finanziaria dell’attuale Governo -  in data 19 giugno u.s. a Roma –  il PD ha colto la possibilità di far intervenire il nostro Segretario Generale Nazionale SIAP Giuseppe Tiani. Un intervento davvero toccante, che ha suscitato nel nostro interno piena approvazione. Un intervento che, da una parte,  ha  esposto le problematiche che affliggono il nostro lavoro e come queste siano capaci di minare un sistema che deve difendere la libertà e la democrazia di un Paese, in quanto ,  per noi, l’ordine e la sicurezza pubblica è una condizione di Libertà; dall’altra, ha evidenziato come il dialogo con la politica e con il PD, in particolare, sia davvero necessario.

Una maggiore apertura, senza nasconderci dietro vecchi steccati e stantie ideologie da “muro di Berlino”, è infatti non solo opportuna ma anche doverosa: giudicare obiettivamente meriti e potenzialità, partecipare ad concrete iniziative e progetti di riforma e visioni complessive del nostro paese è proprio quello si deve fare piuttosto che rincorrere promesse ed illusioni elettorali. Dopo un lento e ultradecennale degrado istituzionale e costituzionale oggi la situazione si è aggravata: un piano inclinato in cui ci appaiono  in pericolo non solo  le condizioni lavorative dei Poliziotti, ma vi è il serio rischio, con la destabilizzazione di  un comparto come il nostro, di minare definitivamente la Democrazia e lo Stato costituzionale di Diritto.

Noi vogliamo una Polizia democratica, civile, pacifica e formata al passo con i tempi . Principi che sono costati sacrifici  e  anni e anni di battaglia che ha visto colleghi processati e in galera per aver chiesto il riconoscimento formale e sostanziale di democrazia e diritti.

Noi del SIAP, non intendiamo arretrare di un solo passo, non intendiamo solo difendere ciò che abbiamo conquistato con sacrificio personale contro chi oggi tenta di seppellire tutto con la politica delle ronde, delle stellette e dei tagli  con risorse economiche che vengono sottratte a noi per finanziare le polizia locali: vogliamo rilanciare la lotta per le riforme democratiche e civili degni di un Paese che si definisce tale.

 

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

 

Di Siap Piacenza - Sindacato Polizia - - Pubblicato in : LETTERE - COMUNICATI
Friday 25 june 2010 5 25 /06 /Giu /2010 13:12

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In Anteprima assoluta, Noi del SIAP di Piacenza, pubblichiamo la copertina del nuovo libro del collega della catturandi IMD  , dal titolo "100 % SBIRRO " , edito Flaccovio.  (IMD, già autore del libro . " CATTURANDI" , sempre edito Flaccovio)

Come preannunciato, si conferma l'uscita del  libro il 15 maggio 2010 in occasione della fiera del libro a Torino,   Successivamente, proprio a Piacenza, grazie a Pino Maniaci, Direttore di Telejato, che ci ha fatto l'onore di organizzare personalmente l'evento,  avverrà la prima presentazione del libro con l'iniziativa dal titolo:  "2 Poliziotti antimafia si raccontano", con la partecipazione del collega Gianni Palagonia che presenterà il suo libro dal titolo: "NELLE MANI DI NESSUNO", edito Piemme. . Ancora una volta, l'iniziativa, è dedicata alle vittime della mafia e ai loro famigliari.

In data 22 aprile scorso, sempre Grazie a  Pino Maniaci, noi del SIAP di Piacenza abbiamo partecipato al 150° anniversario della nascita di Joe Petrosino . Durante la cerimonia, Pino Maniaci ha ricevuto il premio JOE PETROSINO. Oltre a Pino Maniaci, altri personaggi importanti impegnati nella lotta  contro la mafia  hanno ricevuto lo sterro riconoscimeto, come: il  Procuratore Generale Antimafia Piero Grasso e Don Ciotti .

 

  Sandro Chiaravalloti

Segretario Generale Provinciale SIAP Piacenza

 

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Di Siap Piacenza - Pubblicato in : LETTERE - COMUNICATI
Friday 23 april 2010 5 23 /04 /Apr /2010 23:40

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