SIAP PIACENZA
Il sindacato è qualcosa in cui noi del Siap crediamo; non solo nell’attività di tutela degli iscritti - cosa primaria - ma che questa, mediante meccanismi di confronto e decisione autenticamente democratici, possa essere il frutto di una reale partecipazione di ogni singolo lavoratore poliziotto.
Ogni anno, ogni benedetto anno, questa organizzazione mette a bilancio decine tra riunioni di segreteria, di direttivo, assemblee sui luoghi di lavoro, riunioni informali tra i dirigenti che servono – autenticamente – a determinare la migliore agenda per la politica sindacale in questa provincia.. proprio oggi, ad esempio, il SIAP di Piacenza ha incontro il nuovo dirigente del compartimento Polfer….
Poiché decine sono poi le vertenze, i documenti, le prese di posizione e le interlocuzioni con le parti datoriali, decine sono i momenti in cui si assiste il personale di Polizia per le disavventure disciplinari, per le sue vicende contabili, amministrativi e per la tutela anche spicciola dei suoi diritti e dei suoi interessi legittimi.
Ogni anno però duole constatare sempre la stessa storia: ecco i soliti personaggi si svegliano dal loro letargo !
Hanno oziato per 11 mesi, ed eccoli puntuali, nel mese di ottobre – mese in cui ogni collega può decidere se restare in un sindacato o cambiarlo - cercare di salvare il salvabile per salvare se stessi, per la loro poltrona, non certo perché gli interessa qualcosa degli altri.
Ma i colleghi, come ho già avuto modo di dire, non sono fessi, sanno osservare, sanno valutare, sanno conoscere per poi deliberare la loro scelta, la loro iscrizione.
Taluni sindacalisti, hanno dimostrato di fare sindacato per un solo mese e di far finta di alzare - in proprio - la propria la voce quando, invece, è un intero cartello sindacale che denuncia cose e fatti; proprio loro che non sono riusciti, nel momento del bisogno, di mettersi in gioco personalmente rischiando di vedere deturpata ed offuscata la propria immagine.
Chi fa il sindacalista, è bene ribadirlo per l’ennesima volta, dovrebbe farlo sempre e anche rischiando qualcosa, pur di far comprendere le idee proprie e dei propri iscritti al fine di meglio tutelare le donne e gli uomini della categoria che intende rappresentare.
Già, perché il mandato elettivo di un sindacalista è quello di difendere i colleghi – TUTTI – iscritti e non, senza dimenticare che bisogna soprattutto difendere ciò che hanno conquistato i nostri predecessori – quando facevano il cosiddetto sindacato carbonaro - quando sono riusciti ad ottenere una Polizia di Stato ad ordinamento civile, democratica, e sindacalizzata che ha permesso di ottenere diritti come: le pari opportunità, la tutela delle lavoratrici madri, la certezza e la programmazione degli orari di servizio, la programmazione di aliquote di straordinario, il diritto allo studio, il diritto al congedo ordinario e a quello straordinario.
Diritti alcuni dei quali, in questa città, molte volte vengono ignorati, le cui garanzie vengono calpestate o ignorate, grazie a strategie da nostalgici “caporali di giornata”. Col nuovo ANQ dobbiamo cercare di disinnescarle, attraverso la contrattazione decentrata che, oggi più che ieri, va valorizzata in riferimento al benessere del personale e all’eventuale adozione di orari di servizio in deroga.
C’è, infatti, da chiarire che il diritto al congedo, nell’ambito del più generale diritto al buon lavoro, al lavoro sicuro, si ottiene con una organizzazione equilibrata e di buon senso, con i buoni rapporti interpersonali nei confronti di tutti, mediante l’abolizione di personalismi e favoritismi; nell’anno 2009-2010 ci impegniamo, infatti, a pretendere la definitiva “messa in soffitta” di questi ultimi.
Come nel corso dell’anno non abbiamo fatto mai mancare il contributo di riflessione e di comunicazione sulle possibili riforme dell’amministrazione della Pubblica Sicurezza che potrebbero, se poste in essere, contribuire alla realizzazione di maggiori livelli di tutela dei lavoratori e di democrazia interna.
Dall’unificazione delle forze di polizia, alla piena libertà sindacale, dal diritto di sciopero regolamentato alla riforma del diritto disciplinare saranno ancora gli argomenti di discussione all’interno e all’esterno dell’organizzazione Siap di Piacenza perché nessuno, nemmeno la parte datoriale – in un momento di difficoltà del bilancio pubblico - possa ancora invocare la scarsità di risorse umane e strumentali quale alibi alle continue violazioni pattizie e non.
Quindi colleghi, grazie ancora per il sostegno non solo rappresentativo - siamo ancora in crescita - ; ma soprattutto quello morale, quello che ogni giorno, incontrandovi e scambiando due chiacchiere con voi – durante tutto l’anno – mi da – ci da - la forza di andare avanti sempre più con lealtà e senza secondi fini.
Il Segretario Generale provinciale SIAP
Sandro Chiaravalloti